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Storia

Storia del gruppo speleo Martel (di R. Galanti)

Il Gruppo Speleologico Edouard Alfred Martel è un gruppo relativamente giovane nel panorama speleologico ligure: si è infatti costituito ufficialmente nel 1985, dopo oltre due anni di attività svolta, diciamo così, in veste ufficiosa e non documentata, entrando a fare parte della struttura del Dopolavoro Ferroviario di Genova e ricevendone in cambio una sede stabile e altre agevolazioni.

Sempre nel1986 il neo-gruppo, in qualità di sede di scuola SSI, organizza il 1° Corso di Speleologia di primo livello, articolato su lezioni teoriche e uscite pratiche, con un bilancio indubbiamente positivo.
Ancora nel medesimo anno, invitati dai francesi del Club L’AUDE, visitiamo, facendo un servizio fotografico, le grotte di Trassanel e Cabrespine nei pressi di Carcassonne, e organizziamo la prima spedizione in Sardegna con visita alle maggiori grotte della Valle di Lanaitho (Sa Oche, Su Bentu e altre)e la discesa di due dei principali canyon del Supramonte, Su Gorropu e Su Pentumas.

Nel 1987, oltre ad uscire il bollettino n. 1 del Gruppo, inizia la collaborazione con il C.N.S.A.S (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) di alcuni soci, che ancora oggi prosegue.
Degna di nota è la nostra prima grande spedizione internazionale, che ha avuto come meta la Romania, dove, in collaborazione con l’Istituto E. Racovitza dell’Università di Bucarest, viene organizzato un campo sui monti Apusseni, nei Carpazi Occidentali.
Questo territorio vanta, anche grazie alla sua asprezza, abissi ancora inesplorati, tra cui “Zgurasti” che, insieme con speleologi rumeni, alcuni di noi hanno dapprima esplorato e poi collaborato a effettuare il rilievo.
Sempre nel 1987 si è svolto il 2° Corso di Speleologia e si è dato inizio a una collaborazione con la UISP, che prevedeva dapprima proiezioni di audiovisivi nelle scuole genovesi con la distribuzione di copie di un elementare libretto informativo da noi appositamente redatto e, in un secondo tempo, una serie di uscite pratiche in grotta.

Il 1988 vede il gruppo impegnato in un’altra collaborazione, quella con il G.S.I.-C.A.I. nelle Alpi Apuane, in una zona oltremodo carsificata denominata “Piàniza”, dove furono trovate ed esplorate alcune interessanti grotte verticali, fra le quali merita particolare attenzione l’Abisso del Giglio, profondo 281 mt e con buone, seppure piuttosto insidiose, possibilità di prosecuzione.
Quello stesso anno siamo fra i primi a praticare il torrentismo, senza mute e con canotti, in vari canyon dalla Francia alla Jugoslavia.
Iniziamo a collaborare con il G.S. SPARVIERE di Alessandria del Carretto (CS), esplorando alcuni rami laterali della Grotta di Serra del Gufo nel comune di Cerchiara di Calabria.
Partecipiamo, a Costacciaro, al Festival Internazionale di Speleologia “PHANTASPELEO”.
Nel dicembre 1988 esce il bollettino n. 2, che d’ora in poi assumerà la denominazione TUTTOSPELEO.

Nel 1989 la collaborazione con il G.S. SPARVIERE porta ai lavori di disostruzione dell’inghiottitoio del Trabucco del Pollino.
Nello stesso anno attrezziamo per primi le cascate delle fiumare di Maesano e Amendolea nell’Aspromonte e, sempre con gli amici calabresi, scendiamo le Gole del Grimavolo e l’Abisso del Bifurto.
Discendiamo anche il Rio S. Bernardino che solca la Val Grande (nella nuova area protetta fra il Verbano e la Val d’Ossola), armando per primi tutte le cascate.
Nel frattempo alcuni soci partecipano al campo e all’esplorazione dell’Abisso Libero nel Marguareis.
Infine ci rechiamo in Francia a visitare una delle grotte più estese d’Europa: la Pierre Saint Martin.

La collaborazione con gli speleo calabresi prosegue ancora proficuamente nel 1990: in aprile, insieme anche con il G.S.I. - C.A.I., effettuiamo una colorazione delle acque con traccianti, i cui esiti portano un significativo contributo alla conoscenza della complessa idrologia ipogea del Monte Pollino; su questo lavoro esiste un’accurata relazione, a cura del Prof. Gilberto Calandri, nella rivista “L’AUSI” n. 9 dell’ottobre del 1990.
Oltre a pubblicare TUTTOSPELEO n. 3, quest’anno riusciamo a svolgere anche il 3° Corso di Speleologia e lavoriamo moltissimo alla Foce delle Porchette, dove, nell’arco di dodici uscite (di cui una consistente in un campo) viene battuta esternamente tutta la zona soprastante la foce fino alle pendici del Monte Croce: le cavità trovate, segnate e rilevate sono circa una ventina, di cui cinque già esplorate dal G.S.B. - C.A.I. nel 1974.
Nel mese di marzo il gruppo organizza il Corso sul Comportamento dei Materiali Speleo-Alpinistici, che viene svolto a Calata Gadda nel Porto di Genova. Ai lavori era presente Francesco Salvatori del Centro Nazionale di Speleologia di Costacciaro, in qualità di esperto sul comportamento dei materiali utilizzati nella nostra particolare disciplina, nonché autore di uno dei testi più completi e aggiornati in materia.
Nell’estate dello stesso anno alcuni membri del gruppo, da sempre convinti assertori che il canyonismo sia un’attività speleologica a cielo aperto, scelgono come zona di operazione la vasta area protetta del Monte Beigua, di grande interesse naturalistico e ambientale, esplorando, armando e segnalando diversi percorsi torrentizi che hanno origine rispettivamente dalle pendici sommitali dei Monti Beigua, Rama, Argentea e Dente.
In autunno ritorniamo al Festival Internazionale “PHANTASPELEO” di Costacciaro.

Sul fronte delle esplorazioni nel Ponente ligure, soprattutto nel Finalese e Toiranese, si segnala nel 1991 l’inizio di una lunga serie di battute sull’Altopiano di S. Bernardino e nella zona denominata Salto del Lupo, con disostruzioni ed esplorazioni di alcune cavità.
Diverse battute vengono fatte anche in zona Masche – Biecai (Marguareis), in Arnetola e sul Monte Gronchi in Apuane.

Il 1992, a parte lo svolgimento del 4° Corso di Speleologia di 1° livello, fu un anno poco fruttuoso: furono infatti effettuate diverse battute e visite in alcune zone della Liguria, ma con scarso successo. Compiamo un nuovo sopralluogo in Sardegna, con battute e documentazione fotografica di particolari aspetti geologici del Supramonte di Oliena, Dorgali, Baunei e Urzulei.

Nel 1993 si svolge il 5° Corso di Speleologia di 1° livello, che riscontra un’affluenza di allievi veramente superiore alle aspettative: per la prima volta molti ragazzi risultano dei neofiti non solo, come sovente accade, curiosi, ma anche genuinamente interessati e, dopo la fine del corso, continuano a svolgere attività.
L’autunno ci vede ancora una volta partecipare al consueto raduno, che quest’anno si svolge a Casola Valsenio, “NEBBIA ‘93”.

Forte delle nuove presenze, nel 1994, il gruppo, oltre a svolgere il 6° Corso di Speleologia, pubblica - dopo alcuni anni di relativa stasi pubblicistica – il notiziario TUTTOSPELEO n. 4 ed organizza il 1° Corso di Introduzione alla Progressione in Forra.
Effettua ulteriori puntate in terra sarda, ancora con battute e documentazione fotografica, particolarmente rivolte alla prosecuzione dello studio e conoscenza del vasto areale del Supramonte dal punto di vista idrogeologico; viene esplorata la Codula Ilune e visitato il complesso di Su Palu.
Affronta altresì l’impegno di allestire, presso il Centro Civico Buranello di Genova e con il patrocinio della Provincia, una mostra fotografica di speleologia e carsismo a carattere nazionale, con annessa rassegna del cinema di grotta, intitolata “Alle radici del buio”, alla quale partecipano diversi gruppi provenienti da tutta Italia e cui affluiscono oltre duemila visitatori; in essa è possibile osservare un campionario di materiali e attrezzature speleo rudimentali e prototipiche, nonché una singolare collezione di duecento tipi di sabbie, provenienti da spiagge di tutto il mondo e da grotte europee, corredate da diapositive di ingrandimenti al microscopio e da didascalie esplicative, a cura del nostro geologo e appassionato cultore della materia Sergio Sarigu.

Nei due anni successivi (1995 -1996) il gruppo, oltre ad organizzare altrettanti corsi di speleologia di 1° livello (il 7° e l’8°), partecipa anche a corsi di 2° e 3° livello a carattere nazionale riguardanti tecniche di rilievo topografico, fotografia ipogea, tecniche d’armo, flysch a elmintoidi dell’Imperiese, e – come praticamente già faceva sin dalla sua costituzione – dopo conferenze introduttive con proiezioni di audiovisivi, intensifica l’attività di accompagnamento di scolaresche e gruppi precostituiti (scout, UISP, ecc.) in visite ad ambienti ipogei, anche di interesse paleontologico.
Eseguiamo inoltre dei servizi fotografici e alcuni filmati didattici e divulgativi in diverse cavità, ma soprattutto in varie forre situate in territorio italiano (Vajo dell’Orsa, Orrido di Botri, Gola di Riofreddo, Val Serviera, Gole del Raganello), francese (Alpes du Sud, Massif du Canigou) e spagnolo (Sierra de Guara).
In particolare: nel ’95 partecipiamo a Levigliani alla manifestazione “CORCHIA ’95”, indetta per la salvaguardia dell’antro e contro la turisticizzazione della grotta, che creerà i primi dissapori con i cavatori, i quali, a seguito di tale evento, chiuderanno la grotta per un lungo periodo.

Nel ’96 effettuiamo lunghi lavori di scavo e disostruzione in alcune grotte scoperte sul Bric Tampa sopra Magliolo, durante i quali uno di noi si infortuna, fortunatamente in modo non grave.  Con alcuni amici toscani scaviamo anche in altre cavità, in località Pruno e Cardoso (Alpi Apuane).

Nel 1997 con l’ausilio di nuove leve provenienti dagli ultimi corsi, il gruppo ha ripreso in modo sistematico l’attività di ricerca, scoprendo nuove grotte, alcune compiutamente esplorate e rilevate (in Val Maremola e nella zona Vetria – Giovetti), ed altre ancora in fase di esplorazione; due di queste sono la Grotta dell’Angelo (-135 mt) alla Pania di Corfino e l’Abisso Neil Moss a Pian della Fioba (Alpi Apuane), dove vengono ripresi i lavori di esplorazione, riarmo e rilievo.
Il fermento derivante da queste novità ci dà l’entusiasmo necessario per organizzare il 9° Corso di Speleologia e, oltre a partecipare al convegno su “La Gola delle Fascette”, portiamo a termine il nostro primo corso interno di Perfezionamento Tecnico.

Nel 1998 eseguiamo, nella grotta di Su Mannau (Iglesiente), misure di temperatura e umidità in collaborazione con il G.G. Fluminese. A fine marzo partecipiamo, alla Colla Langan, a un corso di esecuzione di plastici del territorio della Scuola Nazionale di Speleologia, durante il quale ci esercitiamo a modellare un plastico del complesso montuoso del Toraggio - Pietravecchia. Disostruiamo ed esploriamo diverse grotticelle nei dintorni di Borello (Val Corsaglia), in Carcaraia e ai Giovetti (dove avevamo già trovato dei buchi alcuni anni prima).
Degno di nota è l’accordo di collaborazione con il gruppo speleo di Imperia per l’esplorazione ed il rilievo di nuovi rami nel complesso di La Bassa.
Organizziamo il 10° Corso di Speleologia, pubblichiamo il bollettino TUTTOSPELEO n. 5 e partecipiamo in massa al memorabile raduno di Chiusa Pesio “CHIUSA ’98”.

Nel 1999, dopo una dura disostruzione alla Buca Sotto la Strada a Pian della Fioba, che aumenta però di poco lo sviluppo della cavità, iniziamo un lavoro sistematico nell’abisso Neil Moss, con risalite e disostruzioni che consentono di aumentarne lo sviluppo di oltre 200 mt.
Qualcuno di noi si reca in Francia a visitare le grotte del 14 Juillet e del Grand Drailloun a Le Ciotat, e altri soci neo-sposi, tanto per non perdere l’abitudine, visitano, durante il viaggio di nozze, una grotta in Patagonia e, successivamente, altre in Slovenia.
In autunno, dopo che alcuni di noi si sono recati a visitare alcune imponenti strutture geologiche del Nordamerica (Yosemite National Park, Monument Valley, Death Valley, Grand Canyon) e dopo aver pubblicato il notiziario TUTTOSPELEO n. 6, partiamo alla volta di Casola Valsenio per il convegno “MILLENIUM”.
Partecipiamo altresì al Corso di Metodi di Ricerca Preistorica in Grotta a Gavorrano (Grosseto) e, presso l’Accademia dell’Ambiente (Colle di Nava), al Corso di Idrologia di 3° livello della SSI, con esercitazioni a Bossea e nella Gola delle Fascette.
Il giorno di S. Silvestro viene cominciamo ad attrezzare una nuova palestra a Panigaro.

Nel 2000 viene svolto un notevole lavoro nella Gola delle Fascette, controllando tutte le grotte esistenti e risalendo 300 mt nelle Balze Calcaree del Caplet. Partecipiamo al congresso “VALDIERI 2000” e un nostro socio del CNSAS frequenta un corso nazionale per attrezzisti di forra.
In Sardegna visitiamo, accompagnati dagli amici del Gruppo Fluminese, alcuni rami della grotta di Su Mannau, la grotta di S. Giovanni e due canyon dell’Iglesiente; effettuiamo battute esplorative nel Supramonte, riuscendo a trovare alcune grotte già note e rinvenendo una fenditura a pozzo soffiante sulla placconata sommitale del monte Tonneri. Collaboriamo con lo Speleo Club Tanaro per il riarmo della Grotta della Mottera e, durante il campo estivo a La Bassa, collaboriamo con il G.S.I. e il G.S.B. alla esplorazione e al rilievo della grotta.
Partecipiamo al Convegno di Toirano per il 25° anniversario della Delegazione Speleologica Ligure.
Ad ottobre alcuni soci scendono dei mulini di ghiaccio nel ghiacciaio del Gorner e l'anno si conclude con lo svolgimento dell'11° Corso di Speleologia e con il sempre interessante, ma questa volta assai piovoso, raduno nazionale “BORA 2000” a Trieste, culminato in un memorabile Gran Pampel.

Anche il 2001 si presenta fin dall'inizio come un anno molto proficuo: infatti, mentre si svolgono alcuni lavori sulle Alpi Apuane, vengono riarmate le risalite ai rami di Valinor nell'Antro del Corchia e inizia l'esplorazione dell'arteria sud della Mottera.
Esce il notiziario TUTTOSPELEO n. 7 e i soci sono molto attivi: partecipiamo al convegno “SARACENIA 2001” e a vari campi, fra i quali una punta a -700 mt nell'abisso Mani Pulite, una esplorazione che richiede diverse uscite sul monte Rovaio, e collaborando con il G.S.I. e il G.S.B. al campo della Chiusetta per la prosecuzione dei lavori a La Bassa.
Raggiungiamo un record (per quella zona) scendendo un mulino di ghiaccio profondo -75 mt nel Ghiacciaio dei Forni e infine partecipiamo all'immancabile raduno nazionale “CORCHIA 2001”.

Continuando a cavalcare l'onda fortunata del 2001, l'anno successivo (2002) riprendiamo i lavori in Apuane con risalite e disostruzioni, ma senza grandi risultati.
Una nostra socia partecipa allo scavo archeologico delle Arene Candide e, su richiesta della Sovrintendenza Archeologica della Liguria, iniziamo il rilievo della grotta. Alcuni nostri soci del C.N.S.A.S. partecipano al corso per attrezzisti di forra a Tolmezzo.
Ci rechiamo nel Ghiacciaio di Aletsch (Svizzera), dove scendiamo diversi mulini di ghiaccio di circa -70 mt.
Partecipiamo a Savona al convegno “L’acqua che berremo” e organizziamo il 12° Corso di Speleologia riuscendo a iscrivere ben quindici allievi.

Il 2003 inizia con battute in alcune aree carsiche del Gargano e delle Murge, e prosegue riesplorando alcune grotte nella valle di Renara (MS) ed eseguendo il rilievo di alcuni rami laterali delle Arene Candide.
Discendiamo, senza troppo successo, alcune pareti calcaree nella zona del Monte Armetta, sul versante Val Tanaro, per raggiungere ed esplorare alcuni buchi avvistati con il binocolo.
In autunno ci rechiamo in Sardegna per effettuare battute sul Monte Albo e ancora nel Supramonte (Serra Oseli, Bacu di Monte Longos, Gorropu de Irofai): rinveniamo un buco promettente in località Su Contu che, mancando il tempo per iniziare una disostruzione, ci limitiamo a fotografare e segnalare.
In occasione della Giornata Nazionale della Speleologia accompagniamo centosettanta persone a visitare la Grotta delle Arene Candide ed effettuiamo alcune proiezioni e visite guidate in diverse altre grotte.
Ci rechiamo ancora una volta al, quest’anno lontanissimo, raduno nazionale “SPELAION 2003” a Monterotondo (FG).

Nel 2004 continuiamo l’esplorazione all’Abisso Neil Moss ed il rilievo delle Arene Candide con bivacco notturno nella grotta. I soci già istruttori partecipano al Corso di Tecnica Avanzata a Toirano, mentre alcuni nuovi adepti frequentano lo stage per Aiuto Istruttori.
Dopo avere disceso alcune forre particolarmente impegnative, come quella del Rio Claretto (Valle di Lanzo), caratterizzata da diverse cascate, di cui una di 90 mt e una di 65 mt, e altre nel territorio dell’Alpe Veglia, Alpe Devero e Val Formazza, ci spingiamo, insieme con appassionati di altri gruppi, anche nelle isole di Maiorca e Réunion.
Ad ottobre prende il via il 13° Corso di Speleologia e molto numerosi ci rechiamo a Genga (AN) per il consueto convegno nazionale di speleologia “FRASASSI 2004”.

Il 2005 ci vede impegnati in battute in Val Graveglia, dove vengono scoperte alcune grotticelle da disostruire. Nel frattempo ci dedichiamo anche alla visita di grotte nelle regioni limitrofe e visitiamo molti canyon in Italia, Francia e Spagna.
In agosto partecipiamo al campo estivo organizzato dall’Associazione Speleologica Genovese San Giorgio, che esplora e rileva alcune grotte in zona Masche - Biecai (Marguareis).
Ci troviamo, nostro malgrado, coinvolti in una imprevedibile e spiacevole vertenza con il Dopolavoro Ferroviario, a seguito della quale decidiamo di rifondarci come gruppo autonomo e di avvalerci della disponibilità e del sostegno logistico offertoci dal Gruppo Genova della Protezione Civile.
Concludiamo l’anno con il consueto appuntamento al raduno nazionale, questa volta a S. Omobono Terme (BG) per “IMAGNA 2005”.

In tutti questi anni abbiamo inoltre continuato a partecipare assiduamente alle riunioni periodiche della Delegazione Speleologica Ligure e c’è anche chi ha cominciato a frequentare i simpatici raduni della cosiddetta Vecchia Guardia speleologica ligure.
Termina qui questa panoramica carrellata su anni di fatiche, amicizia e avventure, che hanno cementato la storia del Gruppo Speleologico Edouard Alfred Martel.
Oggi, forti delle nuove leve e della collaborazione con la Protezione Civile, ci sentiamo più che mai impegnati a proseguire in questa nostra meravigliosa attività, che ancora ci consentirà di coniugare armoniosamente l’interesse per l’ambiente e il territorio con l’intrattenimento ludico-sportivo, l’apprezzamento estetico e il rispetto per la natura.

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